Manutenzione straordinaria o Ristrutturazione edilizia: dalla Cassazione indicazioni sulla qualificazione dell’intervento – Lavori Pubblici | IL PORTALE DELL’EDILIZIA

Manutenzione straordinaria o Ristrutturazione edilizia: dalla Cassazione indicazioni sulla qualificazione dell’intervento 20/02/2016 2   4.378 volte 112761 Tra gli interventi di manutenzione straordinaria previsti dall’art. 3, comma 1, lett b) del D.P.R. n. 380/2001 sono incluse tutte le attività manutentive che, pur incidendo sulle superfici di un edificio, non hanno determinato un aumento del volume complessivo della costruzione.

Lo ha ricordato la Supreme Corte di Cassazione con la sentenza n. 48947 del 13 ottobre 2015 che ha rigettato un ricorso presentato contro una precedente sentenza di assoluzione dal reato di cui all’art. 44, comma 1, lett. b) del d. P.R. n. 380/2001 in relazione alla realizzazione in assenza di permesso di costruire di un fabbricato con blocchi di cemento prefabbricato e basamento in calcestruzzo, perché il fatto non è previsto dalla legge come reato.Il D.P.R. n. 380/2001 è stato, infatti, modificato dal Decreto legge 12 settembre 2014, n. 133 (convertito dalla Iegge 11 novembre 2014, n. 164) prevedendo che per interventi di manutenzione straordinaria debbono intendersi “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico – sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso”

Nella sua nuova formulazione, l’art. 3 del D.P.R. n. 380/2001 prevede:

per “interventi di manutenzione ordinaria”, gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;

per “interventi di manutenzione straordinaria”, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso.

Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’ uso;per “interventi di restauro e di risanamento conservativo”, gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili.

Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi  ……(continua)

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